IL DISTRIBUTORE NON FUNZIONA: LO DISTRUGGE... URINANDO
Nardò: denunciato per danneggiamento aggravato un uomo del posto. La colonnina della pompa di benzina non ha accettato la sua banconata e così, per protesta, l'ha inondata di pipì. Mandandola in tilt
Magari c’aveva pure la birra in corpo della notte precedente, e quindi la vescica era bella gonfia come un pallone aerostatico. Meglio fermarsi al distributore e cambiare l’acqua, come si suol dire. Ma non nel bagno, che tanto a quell’ora era chiuso, e neanche dietro al fatidico cespuglio (e alzi la mano chi non l’ha mai fatto). Perché, allora, non usare il marchingegno mangia-banconote della pompa di benzina? Ma non per partito preso, sia ben chiaro. Piuttosto come gesto di protesta estremo. Povera macchina. La sua colpa? Quella di non riconoscere una banconota. Scena tutta da immaginare. La voce elettronica che dà un suadente benvenuto con voce femminile un po’ subdola e falsata, in attesa di fagocitare, chissà, una 10 euro, una 20 euro, e che invece di ricevere frusciante carta filigranata si ritrova inondata di pipì.
G.F., 30enne di Nardò, qualche piccolo precedente, bisognoso di svuotare la sua sacca e di riempire il serbatoio dell’auto, non ha gradito lo “sgarbo”. Metteva la banconota, e quella tornava indietro, metteva e tornava indietro, metteva e tornava indietro. Forse era spiegazzata o troppo consunta, sta di fatto che succede, e che quando succede è facile innervosirsi. Ma l’uomo ha esagerato, e così ha voluto fare le sue rimostranze per la mancata transazione, rifilando alla colonnina qualcosa che proprio non poteva fare a meno, questa volta, di rispedire al mittente: il suo liquido urinario. Ma l’effetto è stato devastante, probabilmente superiore alle sue aspettative. E sì, perché la pipì ha un alto potere ossidante e la macchina per tre giorni è andata completamente in tilt: un danno non da poco.
Ma l’uomo doveva sapere che le macchine, anche se non hanno un’anima, spesso hanno occhi. In questo caso, quelle delle telecamere del sistema a circuito chiuso del distributore, che si trova all’ingresso di Nardò e che hanno filmato tutta l’impresa. Questo accadeva alle prime luci dell’alba dell’11 aprile, e dopo denuncia formale del gestore al commissariato di polizia, gli agenti di polizia non hanno dovuto fare altro che inserire la cassetta nel registratore, gustarsi il “film” e poi andare a bussare alle porte di casa dell’attore principale per chiedergli un autografo. Da apporre sull’atto di denuncia penale per danneggiamento aggravato. Inutile dire che dovrà, come minimo, risarcire il danno.